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Pinocchio
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top
mwcwPinocchio è un mwdapersonaggio immaginario, mwdqprotagonista del celebre romanzo per ragazzi mwdgmwdwLe avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di mweaCarlo Collodi.

Contents

Nome
Il naso
Picaro
Note

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Nome

Pinocchio viene creato da mwfaGeppetto, un falegname che voleva fabbricarsi un burattino.

«Ho pensato di fabbricarmi da me un bel burattino di legno; ma un burattino meraviglioso, che sappia ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali. Con questo burattino voglio girare il mondo, per buscarmi un tozzo di pane e un bicchier di vino;»

(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, capitolo II)

Geppetto spiega di aver battezzato la sua creatura Pinocchio perché è un nome a lui conosciuto:

«

– Che nome gli metterò?

– disse tra sé e sé.


Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l'elemosina. –»

(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, cap. III.)

L'origine del nome non è chiara: mwgqpinocchio significa «mwggpinolo»;cite-ref-1[1] esistono altri nomi simili che iniziano per mwhwpin- e derivano da mwiamwiqPino, mwigipocoristico mwiwaferetico di mwjaGiuseppino (a sua volta diminutivo o vezzeggiativo di mwjqmwjgGiuseppe, come anche lo stesso mwjwGeppetto) o di mwkaIacopino (da mwkqmwkgIacopo).cite-ref-2[2] Nell'antico dialetto toscano, il termine mwlwPinocchia indicava l'albero mwmamwmqPinus pinea, come testimoniato da mwmgtoponimi come mwmwCrino della Pinocchia.cite-ref-3[3] mwoaPinocchina indicava inoltre, nel mwoqvernacolo fiorentino di qualche tempo fa, una mwoggallina o donna piccola e un po' grassoccia ma ben proporzionata.cite-ref-4[4]

Nell'accezione di pinolo si possono riassumere simbolicamente le caratteristiche del personaggio, come evidenziato anche da Gérard Génot: il «seme» come «valore filiale, infantile», nel suo stesso essere «di legno», insomma «la carne nel legno, la germinazione nella durezza».cite-ref-5[5]

Altri preferiscono richiamare alcuni mwrqtoponimi toscani che potrebbero aver suggerito il nome a Collodi. A mwrgColle, dove fu alunno del locale Seminario collegio vescovile,cite-ref-6[6] esisteva una fonte detta la Fonte del Pinocchio.cite-ref-7[7] Secondo alcuni potrebbe aver preso spunto anche dall'odierno mwtwSan Miniato Basso, che si chiamava appunto "Pinocchio", che è anche il nome del rio che scorre nel centro del paese. Era una località che Collodi conosceva bene: il padre di Carlo Lorenzini, Domenico, aveva abitato per diversi anni nella zona del Pinocchio al servizio come cuoco di una ricca famiglia del pesciatino, i Garzoni.cite-ref-8[8]

Aspetto

Anche se nel titolo del libro e in tutta la storia viene sempre definito mwvgburattino, tale denominazione è errata, in quanto Pinocchio è in realtà una mwvwmarionetta (ovvero un pupazzo di legno che si manovra con i fili) e non un mwwaburattino (che invece viene manovrato da sotto infilandovi la mano dentro). Per una caratteristica singolare, il pezzo di legno da cui è stato ricavato è animato, per cui Pinocchio, anche se è fatto di legno, si comporta come un essere umano, in quanto si muove da solo, cammina, parla, dorme e mangia (ad esempio presso l'mwwqOsteria del Gambero Rosso in compagnia del mwwgGatto e della Volpe). Nel corso del romanzo è protagonista di alcune trasformazioni: dopo aver promesso alla mwwwFata di smettere di essere un burattino e di voler diventare un vero ragazzo, fugge con mwxaLucignolo nel «mwxqPaese dei Balocchi» e finisce per trasformarsi, dopo cinque mesi di cuccagna, in un mwxgasino, finendo in una compagnia di pagliacci. In seguito, nell'ultimo capitolo, Pinocchio, uscito dalla bocca del mwxwPesce-cane insieme a Geppetto, smette finalmente di essere un burattino e diventa un ragazzo in carne ed ossa (grazie all'intervento in sogno della Fata).

Il naso

La caratteristica più nota e conosciuta di Pinocchio è il suo naso che si allunga a dismisura quando dice le mwygbugie: questo compare nel capitolo XVII. C'è da notare come lo stesso Collodi, in mwywNote gaie, affermi come «per nascondere la verità di una faccia mwzaspeculum animae […] si aggiunge al naso vero un altro naso di cartapesta».

Abbigliamento

Nel romanzo si accenna a "un vestituccio di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d'albero e un cappellino di midolla di pane". Oltre al cappello a punta e alla casacca colorata, la marionetta è spesso rappresentato con un paio di pantaloni lunghi fino al ginocchio (chiamati appunto "pinocchietti").

Carattere

Pinocchio è fondamentalmente buono, amichevole, sensibile, onesto, infantile, ingenuo, curioso, innocente e dal cuore gentile, ma cade spesso nella tentazione di farsi trascinare da brutte compagnie e, se gli si chiedono spiegazioni, è incline alla menzogna. A causa di queste caratteristiche si ritrova spesso nei guai, dai quali riesce però a cavarsela sempre, anche se con molta difficoltà.

Interpretazioni

La storia sembra una rilettura libera del mwawromanzo di formazione (il monello che piano piano diventa ragazzo maturo), sebbene, anche a causa dell'ambientazione fantastica, non manchino interpretazioni alternative. "La conoscenza amara, crudele e senza luce della realtà: la riduzione di ogni fantasia, di ogni sogno, di ogni favola, di ogni desiderio infantile, di ogni mostro leggendario entro limiti più famigliari (solo Collodi poteva entrare nel ventre di un pesce-cane per ritrovarvi gli odori di una trattoria fiorentina): la perfetta geometria della costruzione, della narrazione e del dialogo, tutto questo fa delle mwbaAvventure di Pinocchio il capolavoro della letteratura toscana dopo mwbqGalileo Galilei (mwbgPietro Citati).cite-ref-9[9]

Picaro

Secondo mwewItalo Calvino, Pinocchio è l'unico vero mwfapicaro della letteratura italiana, seppure in forma fantastica: le sue avventure rocambolesche, a volte scanzonate a volte drammatiche, sono tipiche di questa figura letteraria che non ha avuto grande successo nella letteratura italiana.cite-ref-10[10]

«Toscanaccio»

Il critico letterario e prosatore mwgwPietro Pancrazi ha interpretato Pinocchio come un monellaccio disubbidiente e viziato, come ne aveva conosciuti in Toscana; la sua metamorfosi da burattino di legno in ragazzo vero è la maturazione reale di un comune bambino toscano abituato a tante birbonerie in un giovanotto con un futuro davanti.cite-ref-11[11]

Alter Christus ?

Un'interpretazione alternativa viene da Gian Luca Pierotti, che vede nel romanzo e nella figura di Pinocchio un'analogia con certi mwjwVangeli apocrifi che narrano un'infanzia turbolenta di mwkaGesù. Inoltre si riferisce anche alla scrittrice statunitense Clara Clement che, nel suo mwkqHandbook of Legendary Art, sostiene come la prima manifestazione di Cristo sulla Terra sia stata un legno animato (mwkgliving rod) e alla possibile interpretazione di alcuni temi del romanzo come riferimenti alla Crocifissione (lo stesso legno, l'episodio dell'impiccagione ecc.).

Pierotti cita la formazione in seminario di Collodi e mwlaPietro Coccoluto Ferrigni «Yorick» quando afferma che, nel periodo da mwlqBerlingaccio alle mwlgCeneri i teatri fiorentini di marionette sostituissero le figure profane con quelle sacre e si passasse alla rappresentazione del battesimo di Gesù. La bugiardaggine di Pinocchio starebbe allora nell'essere figura cristiana che non appare tale e che si muove in un ambiente che, almeno in apparenza, cristiano non è. Si tratterebbe in definitiva di un presepio animato toscano, laico e profano all'apparenza, ma cristiano nel contenuto.cite-ref-12[12]

Secondo mwnaCarlo Alberto Madrignani le varie interpretazioni che si sono succedute nel corso del tempo sulla figura di Pinocchio sono da considerare comunque con molta cautela, in particolare quelle che lo vedono come personaggio ispirato, più o meno nascostamente, alla figura di Gesù. Le prove a sostegno di significati reconditi sono, a suo avviso, deboli: la simbologia, indubbia, che appare nel testo è di tipo popolaresco, in modo non dissimile dagli elementi costitutivi (le funzioni) già espressi da mwnqBachtin a proposito delle fiabe russe. Il personaggio è sempre legato a una dimensione di tipo «realistico popolare», dove l'elemento magico e simbolico è certamente presente ma non scalfisce questa verità di fondo.cite-ref-13[13]

Il compagno Pinocchio

Nel 1936, viene pubblicato il romanzo mwpamwpqIl compagno Pinocchio scritto da mwpgAleksej Nikolaevič Tolstoj: una rivisitazione russa della storia. Il protagonista è Buratino, simile al personaggio di Pinocchio, ma la storia è totalmente diversa e reinterpreta diversi personaggi. Dal romanzo sono stati tratti cinque film (due di animazione e tre live-action):

• mwqqmwqgLa chiavetta d'oro (1939)
• mwrwmwsaPriklyucheniya Buratino (1975)
• mwsgBuratino (2009)
• mwtqBuratino (2026)

Il Decameron e Pinocchio

In un saggio del 1969, il critico Gerard Kamber ha individuato nel mwuqmwugDecameron boccacciano le fonti di due episodi di Pinocchio. Egli ha dimostrato che il personaggio del servo di mwuwfrate Cipolla, Guccio, abbia fatto da modello per altri due personaggi del Decameron (mwvaAndreuccio da Perugia e Buttafuoco) e, per tramite loro, a Pinocchio e al burattinaio Mangiafuoco. Guccio ha la presunzione simboleggiata dalla barba, la golosità dalla pancia e l'assurdità dall'untume e dalla nudità. Buttafuoco e Mangiafuoco hanno la presunzione simboleggiata dalla barba e la golosità dalla pancia; Andreuccio e Pinocchio hanno l'assurdità rappresentata da untume e nudità.

Ispirazioni "nasali"

Nel saggio mwvwQuel copione di Collodi (Pinocchio non fu il primo naso), del 2018, mwwaGianni Greco, oltre a vari altri elementi, porta quali possibili fonti di ispirazione per la lunghezza del naso di Pinocchio le illustrazioni di mwwqEdward Lear per il suo mwwgA Book of Nonsense (1846), in cui compare, tra gli altri, un uomo sul cui lunghissimo naso si sono posati molti uccelli.cite-ref-14[14]

Nella cinematografia

Il primo Pinocchio della storia del cinemacite-ref-15[15] è il comico franco-italiano mw7gFerdinand Guillaume in mw7wmw8aPinocchio (1911) in un cast di attori adulti. La tradizione di attori che si cimentano nelle vesti del burattino collodiano continua fino a tempi recenti, con mw8qTotò (mw8gmw8wTotò a colori, 1952), mw9aMickey Rooney (nel musical mw9qPinocchio, 1957), mw9wCarmelo Bene (nelle diverse versioni teatrali, radiofoniche, discografiche e televisive del suo mw-amw-qPinocchio, 1961-99), Peter Noone (1968), mw-wGian Carlo Riccardi (1970), Nico Haak (1983) e mw-qPaul Reubens (mw-gPinocchio, 1984), fino a mw-wRoberto Benigni (mwaqamwaqePinocchio, 2002) e John Tartaglia (mwaqmmwaqqShrek The Musical, 2008). Anche le attrici Wieteke van Dort (1968-69), mwaqySandy Duncan (1976) e Soledad Silveyra (1986) e il mezzo-soprano Victoria Simmonds (2007) sono tra gli interpreti del famoso burattino.

Pinocchio è un burattino di legno che alla fine della storia diventa un bambino. Per questo il personaggio si è prestato con naturalezza a versioni in cartone animato, a cominciare da mwaqoquella celeberrima della Disney (1940), dove la voce originale del protagonista fu affidata a mwaqsDickie Jones, noto mwaqwattore bambino del cinema statunitense. Nelle successive versioni animate, la voce di Pinocchio è variamente interpretata da attrici come Ol'ga Šaganova-Obrazcova (1939), Nina Guljaeva (1959), Joan Fowler (1960-61), mwaraRoberta Paladini (mwaremwariUn burattino di nome Pinocchio, 1971), Yuko Maruyama (1972), Ellen Prince (1976), Danielle Romeo (1988) e Sonja Ball (2004), da attori come mwarcMel Blanc (1953), Peter Lazer (1965) e mwarkCody Cameron (nella serie di film mwaromwarsShrek, 2001-), o da mwarwattori bambini come Todd Porter (1980), mwar4Michael Welch (2001-02) e mwar8Gabriele Caprio (mwasamwasePinocchio, 2012).

Per vedere sullo schermo il primo Pinocchio-burattino interpretato da un mwasmattore bambino occorre attendere il 1947 con il piccolo Alessandro Tommei, "in costume di burattino", nel film mwasumwasyLe avventure di Pinocchio diretto da Giannetto Guardone. Il pesante trucco limita però le capacità espressive dell'mwasgattore bambino e la naturalezza della recitazione. Per ovviare a questi problemi mwaskLuigi Comencini immagina nel 1972 che Pinocchio prenda da subito sembianze umane, per tornare burattino solo quando si comporti scorrettamente. Il grandissimo successo dello sceneggiato e del suo protagonista bambino mwasoAndrea Balestri dimostra come la parte di Pinocchio possa essere adattata alle capacità di un attore bambino. Dmitrij Iosifov (mwaswmwas0Priključenija Buratino, 1975) e mwas4Seth Adkins (mwas8mwataGeppetto, 2000) impersonano il burattino con un make-up ridotto all'essenziale. Lo schema di Comencini si ripete invece nella miniserie televisiva mwatemwatiPinocchio (2009) dove il ruolo di protagonista è affidato a mwatmRobbie Kay (che pochi anni dopo avrebbe interpretato mwatqPeter Pan in mwatuC'era una volta). Sulla stessa linea interpretativa si colloca mwatcHaley Joel Osment in mwatgmwatkA.I. - Intelligenza artificiale (2001) nei panni di un umanissimo robot-bambino che come Pinocchio cerca di diventare un vero bambino, con espliciti riferimenti letterari e visuali al racconto collodiano. Ovviamente il problema non si pone nei sequel, dove Gabriel Thomson (nel film mwatsmwatwIl mondo è magia - Le nuove avventure di Pinocchio, 1999) e mwat0Jakob Davies (nella serie televisiva mwat4C'era una volta, 2011-16) interpretano Pinocchio ormai divenuto bambino.

Grazie agli effetti speciali e allo sviluppo della mwauagrafica computerizzata è possibile che attori interagiscano con naturalezza con pupazzi animati o con immagini generate a computer. Ne mwauemwauiLe straordinarie avventure di Pinocchio (1996), l'mwaumattore bambino mwauqJonathan Taylor Thomas presta la sua voce al burattino, per apparire quindi nella scena finale. Più comunemente si usa una coppia di attori, uno per la voce e uno per impersonare il Pinocchio bambino: l'attrice Gina Presgott (voce) ed il piccolo Uwe Thielisch (mwauyTurlis Abenteuer, 1967); l'attrice Rosemary Miller (voce) ed il piccolo Joshua White (mwauoPinocchio, 1978); o gli mwauwattori bambini Moritz Russ (voce) e Aaron Kissiov (mwau8mwavaPinocchio, 2013).

Luoghi e opere d'arte dedicati a Pinocchio

1954

• Il nome di un rione della città di mwbd8Ancona è "il mwbeaPinocchio". Prendendo spunto da questo toponimo, la mwbeeSocietà Dante Alighieri, per promuovere la conoscenza del capolavoro di Carlo Collodi, commissionò allo scultore mwbeiVittorio Morelli il mwbemmwbeqMonumento a Pinocchio, da porre al centro del rione; la scultura, la prima a raffigurare Pinocchio,cite-ref-16[16] fu inaugurata nel 1954.cite-ref-17[17]

1956

• Su iniziativa del sindaco di mwbfePescia venne indetto un concorso nazionale per la realizzazione di un monumento a Pinocchio nel settantesimo anniversario della pubblicazione della prima puntata della fiaba di Pinocchio. Motivo di ciò è che nel comune di Pescia sorge la frazione di mwbfiCollodi, dove trascorse l'infanzia l'autore delle mwbfmmwbfqAvventure di Pinocchio. Il concorso portò alla realizzazione, nel 1956, del mwbfuParco di Pinocchio, ove si trova il gruppo statuario mwbfyPinocchio e la Fatina di mwbfcEmilio Greco e la piazzetta dei mosaici, dello scultore mwbfgVenturino Venturi in collaborazione con gli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi.
• In Corso Indipendenza a mwbfoMilano, nel 1956 venne realizzata la mwbfsmwbfwFontana a Pinocchio, dello scultore Attilio Fagioli; l'opera ritrae Pinocchio diventato bambino che osserva il corpo inanimato del burattino che era.

1970

• Una piccola statua in metallo di Pinocchio è presente al parco Zanzi, alla Schiranna, sul mwbgiLago di Varese; originariamente bianco, è stato colorato nel 2010 a cura degli studenti del liceo artistico di Varese.cite-ref-18[18]
• Nello stesso periodo è stata realizzata ad opera dello scultore sassarese Gavino Tilocca la pregevole statua in bronzo posta all'ingresso delle scuole elementari di mwbggOzieri (Sassari) dette appunto "di Pinocchio".

1976

• Nicola Rilli, scrittore e studioso pubblica: mwbg0Pinocchio in casa sua - Da Firenze a Sesto Fiorentino - Realtà e Fantasia di Pinocchio (Firenze, Giorgi & Gambi editori, 1976),cite-ref-19[19] nel quale «rende omaggio a quei luoghi e a quei personaggi che hanno ispirato a Carlo Lorenzini il suo celeberrimo racconto». Il libro riporta, prove alla mano, i luoghi e le persone che hanno ispirato Lorenzini nel suo periodo di maggior creatività artistica, quando qui anche vi risiedeva. Oramai fuori commercio ed introvabile, il libro di Rilli è stato ristampato nel 2008 con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di mwbhiSesto Fiorentino nella collana "Gli Introvabili" (Firenze, Nuova Toscana Editrice, 2008).cite-ref-20[20]

1988

• Il pittore ferrarese mwbhsWalther Jervolino espone alla Galleria Davico di mwbhwTorino il dipinto olio su tela mwbh0Una probabile morte di Pinocchio, in cui il protagonista del romanzo di Collodi subisce la morte per decapitazione. Sarà il primo di una lunga serie di opere dell'artista dedicate al celebre burattino.

1989

• A mwbiiVernante, in mwbimprovincia di Cuneo, sulle pareti delle case sono dipinte scene della storia di Pinocchio. Questo perché il disegnatore mwbiqAttilio Mussino, che è stato uno dei massimi interpreti del Pinocchio di Collodi, è vissuto a Vernante con la sua seconda moglie Margherita Martini ed è in questo tranquillo paesino di montagna che si è dedicato al mwbiudisegno. Alla sua morte, la moglie ha offerto alla mwbiyPro loco le sue opere, oggi esposte nel locale museo. Il paese ha dedicato a Mussino la scuola elementare e i giardinetti pubblici; la sua tomba al cimitero è sorvegliata dal burattino. È stato soprannominato lo mwbiczio di Pinocchio.cite-ref-21[21] Attualmente sono più di 100 i mwbiwmurales presenti nel paese disegnati dai pittori mwbi0Carlet e mwbi4Meo.cite-ref-22[22]

1999

• Un mwbjcasteroide scoperto nel 1999 venne denominato mwbjg12927 Pinocchio in onore dell'omonimo personaggio.

2002

• Nella piazza centrale di mwbj0Viù, paese di montagna in mwbj4provincia di Torino, si trovava un Pinocchio in legno alto 6,53 metri e pesante circa 40 quintali. Posizionato nel novembre mwbj82002, si trattava della statua in legno su pezzo unico più alta d'Italia anche se per questo primato non ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte del mwbkaGuinness dei primati. Rispetto all'originale di Collodi, portava sulle spalle una cartella in legno a simboleggiare la passata scolastica abitudine dei montanari. La statua è stata rimossa nel 2018 per motivi di sicurezza.cite-ref-23[23]

2009

• A mwbkkCollodi nel febbraio mwbko2009 è stata installata una statua del burattino di 16 metri di altezza e 9 tonnellate di peso, interamente in legno (fatta eccezione per i piedi, in cemento, che gli fanno raggiungere il peso di 14 tonnellate complessive); si trova sulla strada che costeggia il parco aperto nel 1956 ed è il Pinocchio più alto del mondo.cite-ref-24[24]

2010

• All'mwblmExpo 2010 di mwblqShanghai, nel Padiglione Italia, viene esposta la scultura alta più di due metri in alluminio denominata mwbluPinocchio Art di Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi.

2016

• A mwbloVillanovaforru (Cagliari) in via Sardegna, è presente un murale di 45 metri, realizzato da 14 artisti sardi, interamente dedicato alla favola di Pinocchio, inaugurato il 17 luglio.

2022

• Al treno mwbl8ETR 521.066 "Rock" di mwbmaTrenitalia (gestito dalla DPR mwbmeToscana), viene applicata una livrea dedicata a Pinocchio.cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]

Note

cite-note-11. mwbnaGiacomo Devoto, Gian Carlo Oli, mwbneDizionario della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 1971.
cite-note-22. mwbnymwbncGiuseppe Fumagalli, mwbngmwbnkPiccolo dizionario dei nomi propri italiani di persone, Genova, A. Donath editore, 1901, p.mwbno 210, mwbnsSBNmwbnw mwbn0CUB0291289.
cite-note-33. Silvestre Ferruzzi, mwboeSignum, Portoferraio 2010.
cite-note-44. mwbouCarlo Battisti, Giovanni Alessio, mwboyDizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57.
cite-note-55. Per quale motivo Collodi abbia messo il nome Pinocchio al suo burattino fu illustrato ampiamente ed a fondo da mwbosGérard Genot in mwbowLe corps de Pinocchio in occasione del I Convegno internazionale di Studi Collodiani, svoltosi a mwbo0Pescia dal 5 al 7 ottobre 1974. Tra l'altro Genot espresse queste considerazioni: "mwbo4Enfin, le nom de Pinocchio, variante toscane de pinolo ou pignolo, qui désigne le pignon ou partie comestible de la pomme de pin (pigna), indique deux propriétés fondamentales du personange ou acteur qui va figurer l'actant-sujet-héros du récit. En tant que graine, il dénote la valeur filiale, infantile du héros, et forme redondance par rapport au thème général du récit. Mais aussi, par son nom ligneux, Pinocchio s'affirme (ou est affirmé) comme être de bois. Toutefois, si l'on sait que les ménagères de Toscane, aujourd'hui encore, amorcent leur feu au moyen de pommes de pin, on n'oubliera pas qu'auparavant, de ces pignes, on a retiré les pinoli. Dès lors, Pinocchio, constamment menacé de consummation (propre, par ignition, voire friture, ou métaphorique, par manducation et/ou transformation), est malgré tout se qu'il faut extraire avant de jeter au feu le tégument ligneux qui provisoirement l'enferme. Le nom de Pinocchio, le Nom-Pinocchio, c'est l'âme de petit garçon de chair du pantin héroique, c'est la chair dans le bois, la germination sous la dureté […]".
cite-note-66. Dal 1837 al 1842, come ricorda un'epigrafe posta sull'ingresso del medesimo.
cite-note-77. Questa fonte è ricordata nel Campione delle Strade Fabbriche Fonti e Gore della Comunità di Colle 1777, documento, presente nell'Archivio di Stato di Siena, del 1777, la quale all'epoca era “rimasta abbandonata, e secca” ed era larga 6 braccia e profonda 2 circa. Si trovava nelle vicinanze del Conservatorio di S. Pietro e furono dati ordine per la sua demolizione nel 1817, “per costruire un muro in calcina a sostegno e difesa dell'alta Ripa superiore della strada detta la Costa Riccia”. La denominazione di Pinocchio a Colle, come risulta dal citato Campione, era stata data anche ad una Costa, la Costa del Pinocchio.
cite-note-88. mwbpgAlessandro Vegni, mwbpkmwbpoPinocchio è nato a Empoli, su mwbpsrangers.it. mwbpwURL consultato il 22 dicembre 2013.
cite-note-99. Introduzione a mwbqaLe Avventure di Pinocchio, La grande letteratura italiana, Fabbri Editori, 2006, pag. 10-11.
cite-note-1010. Italo Calvino, mwbqqMa Collodi non esiste, «La Repubblica», 19–20 aprile 1981.
cite-note-1111. Pietro Pancrazi, mwbqgElogio di Pinocchio [1921], in mwbqkRagguagli di Parnaso. Dal Carducci agli scrittori d'oggi, a cura di C. Galimberti, Milano–Napoli, Ricciardi, 1967, I, pp. 383–388.
cite-note-1212. Gian Luca Pierotti, mwbq0Ecce Puer (il libro senza frontespizio e senza indice), in AA. VV. mwbq4C'era una volta un pezzo di legno. La simbologia di Pinocchio, Atti del convegno organizzato dalla Fondazione nazionale Carlo Collodi di Pescia, 1980, Milano, Emme Edizioni, 1981, pp. 5–7.
cite-note-1313. Carlo Alberto Madrignani, mwbriFiaba magica o parabola esoterica, in AA. VV. mwbrmC'era una volta un pezzo di legno. La simbologia di Pinocchio, Atti del convegno organizzato dalla Fondazione nazionale Carlo Collodi di Pescia, 1980, Milano, Emme Edizioni, 1981, pp. 139–41.
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Collegamenti esterni

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• citerefvocabolario-treccaniPinòcchio, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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• mwbbeWikisource: Le avventure di Pinocchio, su it.wikisource.org.